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Scuola e "Agenda Monti"

Testo dell'agenda Monti.

I due paragrafi del testo che più interessano la scuola sono: "Bisogna prendere sul serio l’istruzione, la formazione professionale  e la ricerca" e "Italia 2.0: l’Agenda digitale".                    

Molte sono le affermazioni di principio, largamente condivisibili. "La scuola e l’università sono le chiavi per far ripartire il Paese e renderlo più capace di affrontare le sfide globali."... "l’Italia ha un elevato tasso di abbandono scolastico precoce, un livello di performance scolastica più basso rispetto alla media dei Paesi OCSE e un numero di laureati lontano dagli  obiettivi fissati dall’Unione europea."
Come fare? Per i docenti "Serve rompere uno schema culturale per cui il valore  dello studio e della ricerca e il significato della  professione di insegnante sono stati mortificati.
Gli insegnanti devono essere rimotivati e il loro contributo riconosciuto, investendo sulla  qualità.
Il modello organizzativo deve cambiare puntando su autonomia e responsabilità come principi fondanti.
Da subito occorre completare e rafforzare il nuovo sistema di valutazione centrato su INVALSI e INDIRE, basato su indici di performance oggettivi e calibrati sulle caratteristiche del bacino di utenza e dei livelli di entrata degli studenti.
Occorre inserire  con gradualità meccanismi  di incentivazione dei dirigenti scolastici basati sulla  valutazione del rendimento della struttura  ad essi assegnata, e degli insegnanti, ad esempio attraverso un premio economico annuale agli insegnanti che hanno raggiunto i migliori risultati."
Per gli alunni "Bisogna ridurre il tasso troppo alto (18%)  di abbandono scolastico  precoce con misure mirate e nuovi investimenti nelle strutture scolastiche.
Occorre assicurare a  ogni adolescente che esce da un ciclo scolastico un servizio efficiente di orientamento scolastico e professionale."

"Man mano che si riduce il costo del debito pubblico e si eliminano spese inutili, possiamo creare nuovi spazi per investimenti nell’istruzione.
E’ prioritario accrescere gli investimenti nella ricerca e nell’innovazione, incentivando in particolare gli investimenti del settore privato, anche mediante agevolazioni fiscali e rafforzando il dialogo tra imprese e università.
Bisogna rendere le università e i centri di ricerca italiani più capaci di competere con successo per i fondi di ricerca europei, sulla scorta  del  lavoro avviato nei mesi passati."

"Nel  corso dell’ultimo anno sono state messe in campo varie misure per colmare il ritardo accumulato dall’Italia nello sfruttare le opportunità offerte dalle tecnologie ICT... Occorre continuare il lavoro avviato e rafforzarlo lungo i quattro assi delle connessioni 
infrastrutturali a banda larga e ultra larga, delle smart  communities/smart cites, della introduzione dell’approccio “opendata” rendendo tutti  i dati della pubblica amministrazione accessibili e scambiabili on line, la diffusione del “cloud computing”, la nuvola dei dati, per unire e condividere dati provenienti da più istituzioni e dell’e-government, rafforzando gli incentivi per l’utilizzo  di tecnologie digitali nei processi amministrativi per fornire servizi ai cittadini."

Come coniugare queste intenzioni con la situazione attuale e prossima della scuola, comprese le prese di posizione dei docenti?
Il punto critico resta sempre la valutazione e la conseguente incentivazione. Sarà la volta buona? Riuscirà Monti laddove tutti, da Berlinguer in poi, hanno fallito o glissato? Vedremo.

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