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Classificazione e semantica

Come per l’usabilità, si tratta di un argomento complesso, in cui non ci sono precisi riferimenti normativi né una pratica operativa affermata o diffusa.

I cittadini devono poter accedere facilmente ai contenuti (pagine web, informazioni, dati, documenti) prodotti dalle pubbliche amministrazioni e resi disponibili sui siti web.

Reperibilità, interoperabilità e semplicità di consultazione sono previste dal CAD tra le caratteristiche da rispettare nella realizzazione dei siti

La difficoltà nella reperibilità della molteplici informazioni disponibili on line, dovuta per lo più alle diverse logiche organizzative dei siti da parte delle singole amministrazioni, deve indurre a definire con maggiore chiarezza le modalità di offerta dei contenuti prodotti, classificati secondo standard e finalizzati, conseguentemente, al loro riuso.

 

I sistemi di classificazione utilizzati per le risorse dei siti web della pubblica amministrazione devono consentire l'interoperabilità semantica, ovvero la possibilità di individuare in modo omogeneo gli attributi che caratterizzano una risorsa (metadati) e i valori che gli attributi possono assumere (vocabolari) quando si descrivono i contenuti.

 

Le linee indicano pertanto alcune nodi operativi:
 
1.      Per migliorare la reperibilità dei contenuti prodotti dalle pubbliche amministrazioni, per favorirne lo scambio e la condivisione tra Amministrazioni, per consentire l'interoperabilità semantica dei sistemi web pubblici, si raccomandano alcune soluzioni:
  • di promuovere una organizzazione dei contenuti tale che possano essere oggetto di condivisione, scambio, integrazione all’interno della stessa amministrazione e con altre amministrazioni;
  • di utilizzare lo standard di metadati Dublin Core. Accompagnare le risorse web (informazioni, documenti, pagine web, banche dati) con metadati che le descrivano ne consente l’identificazione univoca e stabile, ne agevola la classificazione anche nei repository istituzionali, ne facilita la ricerca;
  • di utilizzare vocabolari controllati o schemi di codifica per le diverse categorie di metadati (tipologici, tematici, geografici, temporali, ecc.). L'uso di vocabolari condivisi tra più pubbliche amministrazioni favorisce l'integrazione delle risorse, facilita la ricerca nei repository pubblici da parte dei cittadini e ne rende più affidabili i risultati;
  • di organizzare i contenuti secondo un’architettura dell’informazione che consenta la loro presentazione in ordine di rilevanza e pertinenza con i diversi argomenti trattati, la gestione di correlazioni tra i diversi contenuti e la loro lettura secondo più percorsi di navigazione;
  • di rendere disponibile un motore di ricerca interno per il raggiungimento immediato dei contenuti del sito attinenti all’argomento di interesse. L’accesso al motore di ricerca interno deve essere costantemente disponibile nella testata del sito;
2.      Classificazione a faccette
Possono essere adottati anche sistemi di classificazione semantica multidimensionale (classificazione a faccette) per permettere ai cittadini di ottenere in maniera più efficace le informazioni di proprio interesse. I sistemi di classificazione devono infatti rispondere alle esigenze del cittadino utente e non rispecchiare solo l'organizzazione e le funzioni dell'amministrazione. 
 In Rete i siti sono organizzati in base a due principi di classificazione:
  • gerarchica (ad albero)
  • multidimensionale (a faccette)

 

RISORSE ON LINE
 
3.      Motori di ricerca
Le tecniche volte a far risultare un sito visibile sui motori di ricerca (a cui ci si riferisce col termine “posizionamento”) sono molte e riguardano anche la fase di progettazione del sito. I principali parametri, ancorché non gli unici, cui fare riferimento per salire nel posizionamento sono:
  • la quantità di contenuti di testo sull’argomento ricercato dall'utente; è quindi opportuno produrre considerevoli quantità di testo e trattare gli argomenti per i quali si ha più interesse a portare l’utente sul proprio sito, in maniera estesa e approfondita;
  • la presenza nei testi di parole chiave che presumibilmente gli utenti useranno come termini di ricerca sui motori; il numero delle parole chiave presenti nei testi non deve tuttavia essere aumentato artificiosamente perché i motori di ricerca più raffinati sono in grado di riconoscere e penalizzare tali comportamenti;
  • il numero di link diffusi nel web che puntano al sito e che ne definiscono la “popolarità”; è quindi opportuno che i siti pubblici si promuovano reciprocamente inserendo, ogni volta che è utile e significativo, il link ad altri siti pubblici d’interesse per le tematiche trattate o di riferimento territoriale (es. nei siti dei comuni sarà presente il link al sito della Provincia e della Regione di appartenenza).
Esistono comunque altri tentativi di arrivare ad una classificazione condivisa. Nel quadro di una più generale strategia di user centerd design, la progettazione di Trentinosociale.it ha seguito un approccio misto, combinando metodi euristici o top-down (per cui sono state elaborate ipotesi sulla base di standard e linee guida) con metodi empirici o bottom-up (che prevedono di lavorare direttamente a contatto con gli utenti).
 
 
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